Una giornata sui luoghi della guerra

Un itinerario che ripercorre il fronte dolomitico orientale e la dorsale carnica della Grande Guerra, …leggendo gli scritti di Antonio Berti.

(itineraio elaborato dalla Regione Veneto. Da: “Comitato Centenario Grande Guerra Documento programmatico e organizzativo”)

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L’itinerario inizia dal Monte Piana che con i suoi 14.000 morti rimane tutt’oggi luogo di memoria e di dolorosi ricordi, simbolo di una inutile immagine tragedia.

Il Monte Piana, detto anche in guerra Monte Pianto, è un museo all’aperto della Grande Guerra. Il rifugio Bosi ospita anche un piccolo museo. Data la sua conformazione ad altopiano offre un panorama a 360° nel cuore delle Dolomiti più settentrionali. Era un luogo infernale, circondato da ogni parte da postazioni di artiglieria che ne spazzavano la superficie senza tregua. Da qui si possono osservare i contrafforti settentrionali del M. Cristallo, lungamente contesi dai due eserciti con un altissimo prezzo in vite umane e osservare l’area delle Tre Cime che sarà sede della prossima sosta.

Discesa a Misurina e salita ai Piani di Lavaredo e Tre Cime, dove si udirono le prime cannonate austriache il 24 maggio e vi furono le prime vittime, due alpini alla Forcella Col di Mezzo.

E’ rimasta nella storia l’impresa alpinistica che ha permesso di portare un enorme faro sulla Cima Grande di Lavaredo per illuminare le linee austriache situate più a nord, durante gli attacchi. Non si può non ricordare la mitica figura della guida alpina austriaca Sepp Innerkofler ucciso da un alpino di guardia durante il tentativo di attacco al Monte Paterno e sepolto dagli alpini sulla cima dello stesso monte che era stato oggetto di alcune delle sue imprese alpinistiche. Prima dell’inizio della guerra questi luoghi erano già divenuti meta di turisti ed alpinisti e vi era stato costruito uno dei primi rifugi alpini, poi trasformato in casermetta, immediatamente distrutto dalle artiglierie italiane nei primi giorni di guerra.

Ripresa la macchina si scende verso le retrovie, fino ad Auronzo dove è possibile fermarsi all’ingresso della Val Marzon, sede di uno dei più importanti insediamenti militari, e visitare ad Auronzo il Museo della Grande Guerra che trova spazio nei locali di palazzo Corte Metto.

Da Auronzo ci si trasferisce a Padola, in Comelico Superiore passando per il passo di S. Antonio dove passava un’importante teleferica di collegamento. Da Padola si sale verso il Passo di Monte Croce Comelico e, trovato un buon punto panoramico, si può osservare il meraviglioso scenario circostante: a sinistra le Dolomiti di Auronzo e Comelico, le cui Cime portano nomi che sono rimasti nella storia di Popera, Cima Undici, Croda Rossa di Sesto, tra le ultime due in cima la Canalon Popera, il Passo della Sentinella, divenuto leggendario per la sua conquista da parte di truppe italiane scelte comandate dall’irredentista trentino Italo Lunelli nell’aprile del 1916.

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